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Mammachespiga: le origini del progetto

Mi sono accorta di non aver mai spiegato per bene la genesi di questa pagina. L’ho sempre “buttata lì” tra una frase e l’altra, nel mezzo di discorsi vari ed eventuali.

Ma le origini sono il motore, sono il seme. Sono le radici e le fondamenta. E quindi eccomi qui, a spiegarvi il perché e il percome del progetto Mammachespiga.

Ve lo spiego con la descrizione di una scena: due genitori seduti di fronte a un medico in camice bianco, con in braccio una bambina che non smette di piangere e che non mangia da cinque giorni. Il medico ha appena finito di dire “il calo ponderale in un solo mese è drammatico e il decorso della malattia è drastico”. Dopo aver ricordato ai polmoni di prendere aria, la mamma chiede cosa significa. E il medico, invitando a confermare la cosa con esami genetici da svolgere con urgenza l’indomani, risponde di essere convinto di aver davanti una bambina celiaca. Liquida poi i genitori con dei fogli riportanti indicazioni per una dieta senza glutine da seguire a vita.

Cosa possono fare questi due genitori una volta chiusa alle loro spalle la porta dello studio medico? Cosa possono pensare? Come possono dare ordine ai pensieri che si accavallano e che non sanno nemmeno se sono corretti?

Questi due genitori eravamo io e il papà di Gaia. Ma sono certa che siete anche voi che ci state leggendo.

Mammachespiga nasce proprio lì, tra i corridoi dell’ospedale Buzzi di Milano, dove le ambulanze fuori dalla finestra ci sbattevano in faccia una sola cosa: “Hey, è solo celiachia. In questo ospedale ci sono solo bambini e noi non siamo qui per voi. Non siete messi così male, ce la farete”.

E sì, chiaramente ce la si fa e ci si adatta. Chiaramente c’è di peggio. Ma…. Cosa vuol dire? In quel momento quello per noi era “il nostro peggio”. Che ne sa chi dice questa frase di come ci siamo sentiti? Della paura che avevamo di fare qualsiasi cosa perché, se sbagliavamo, ci andava di mezzo lei? Che ne sa dei pensieri di due genitori che immediatamente focalizzano che dovranno far di tutto per non far sentire diversa la figlia immaginandosi una corsa ostacoli tra asilo, elementari, compleanni, gite…?

Ecco, a noi è mancata accoglienza del nostro malessere. E Mammachespiga nasce con l’idea di essere la spalla su cui piangere di cui noi avevamo bisogno. Mammachespiga è il nostro abbraccio a genitori che come noi si stanno sentendo sopraffatti e hanno un boccone amaro da digerire.

Se volete, noi siamo qui ad aspettare di fare due chiacchiere con voi. Benvenuti in famiglia!